ARCO ALCHEMICO

In tanti conoscono la cosiddetta Porta Magica di Piazza Vittorio a Roma, che – come abbiamo visto – era uno dei portali di accesso al giardino alchemico del marchese Massimiliano Palombara, nella sua villa urbana all’Esquilino del XVII secolo.
Sono però in meno a sapere che nel Lazio esiste un altro esempio di portale gentilizio istoriato con simboli esoterici attinti alla tradizione alchemica. Si tratta dell’arco di Rivodutri, un piccolo borgo della provinicia reatina.
La porta centinata di cui vogliamo parlare era l’ingresso ad un palazzotto signorile del luogo, presumibilmente del Seicento in vista dello stile e della qualità dell’intaglio lapideo. Gli studiosi del posto ritengono che la costruzione appartenesse alla famiglia dei Camisciotti, possidenti locali, ed era ubicato lungo il corso cittadino che attraversa longitudinalmente l’abitato . Nel 1757 don Bernardino Camisciotti lasciò l’immobile in eredità alla famiglia dei Nicolò ed è infatti con il nome di Porta Nicolò che i rivodutresi chiamano familiarmente questo reperto. Usiamo il termine “reperto” perché in realtà si tratta di ciò che resta dell’edificio. Palazzo Nicolò nel 1874 fu donato alla comunità per impiantarvi un istituto scolastico femminile che sarà distrutto da un rovinoso terremoto verificatosi il giorno di San Silvestro del dicembre 1948.
Rimasto in piedi solo il portale, fu smontato e custodito nei magazzini comunali dove rimase per decenni finché si decise di dedicare un piccolo giardino ai caduti della seconda guerra mondiale e questo suggestivo elemento architettonico fu posto a mo’ di ingresso-installazione antistante lo spiazzo che si affaccia sulla vallata .Rilievi e modanature dell’arco sono stati realizzati in pietra calcarea estratta dalle cave del reatino, a tessitura e grana sfaldabile; infatti è stata aggredita e corrosa dagli agenti esogeni (piogge, gelo, vento) al punto che alcuni dettagli sono leggibili a fatica (come ad esempio il simbolo mercuriale o il drago dell’Apocalisse).